FORMAZIONE “INDUSTRIA 4.0”

L’ultima legge Finanziaria (art. 1, commi 78 e seguenti, Legge n. 145/2018) ha rifinanziato anche per l’anno 2019 il credito d’imposta a favore delle imprese che effettuano spese in attività di formazione finalizzate all’acquisizione e al consolidamento delle conoscenze tecnologiche previste dal Piano nazionale “Industria 4.0”.

Un impegno che accompagna le iniziative sul tema della quarta rivoluzione industriale e che vuole impegnare aziende e lavoratori a trovare le azioni più opportune per far stare al passo col cambiamento digitale sia le imprese che i lavoratori.

Per consentire a tutte le aziende di beneficiare del credito d’imposta, per i territori della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Rovigo, Confindustria Venezia ha sottoscritto con le rispettive articolazioni territoriali confederali di CGIL, CISL, UIL e con FEDERMANAGER gli accordi sindacali che prorogano i precedenti accordi siglati nel 2018 che definiscono, tra l’altro, le modalità per estendere il beneficio anche alle aziende dove non sono costituite le RSU.

SPESE AMMESSE
All’agevolazione è stata data attuazione col Decreto ministeriale del 4.5.2018. La legge per il 2019 ha rimodulato il credito d’imposta inizialmente spettante nella misura fissa del 40% delle spese relative al costo aziendale del personale dipendente per il periodo occupato nella formazione fino ad un massimo annuo di € 300.000 per attività di formazione pattuite nell’ambito di contratti collettivi aziendali o territoriali.

Le misure in vigore per il 2019 sono differenziate in base alla dimensione dell’impresa:

·     50% per le piccole imprese, con massimale annuo di € 300.000
·     40% per le medie imprese, con massimale annuo di € 300.000
·     30% per le grandi imprese, con il limite massimo annuale di € 200.000.

I criteri per la definizione della categoria di impresa sono dettati dall’allegato 1 del Regolamento Europeo n. 651 del 17 giugno 2014.

Tra le spese ammesse, relative agli ambiti sopra elencati, rientra soltanto il costo aziendale riferito alle ore o alle giornate di formazione.

Il costo aziendale ai fini del calcolo della spettanza del bonus è calcolato in base alla retribuzione del lavoratore dipendente, al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensiva dei ratei del TFR, delle mensilità aggiuntive, delle ferie e dei permessi, maturati in relazione alle ore o alle giornate di formazione svolte nonché delle eventuali indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte fuori sede.

Sono ammesse al credito d’imposta anche le spese relative a personale dipendente che partecipa come tutor o docente in attività di formazione; le spese ammissibili, in questo caso, non potranno eccedere il 30 per cento della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese.

CERTIFICAZIONE DELLE SPESE

L’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la relativa corrispondenza alla documentazione contabile dell’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Per le imprese non obbligate alla revisione legale dei conti la certificazione dei costi deve essere rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione. In tal caso le spese per la certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta entro il limite massimo di € 5.000 (fermo restando il limite massimo di € 300.000).

La certificazione deve essere allegata al bilancio.

ATTIVITÀ DI FORMAZIONE AGEVOLABILI
Sono agevolabili le spese sostenute dall’impresa per attività di formazione del personale dipendente (anche con contratto a tempo determinato o di apprendistato) volte ad acquisire e/o consolidare competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale previsto dal Piano nazionale “Industria 4.0”, ossia:

–      big data e analisi dei dati;
–      cloud e fog computing;
–      cyber security;
–      simulazione e sistemi cyber-fisici;
–      prototipazione rapida;
–      sistemi di visualizzazione / realtà virtuale (RV) / realtà aumentata (RA);
–      robotica avanzata e collaborativa;
–      interfaccia uomo macchina;
–      manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
–      internet delle cose e delle macchine;
–      integrazione digitale dei processi aziendali.

DEPOSITO DEI PIANI FORMATIVI
I programmi di formazione devono essere approvati con appositi contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso il competente Ispettorato del lavoro. Tali accordi potranno quindi essere siglati in azienda con le Rappresentanze Sindacali Unitarie.

Al fine di consentire di estendere tale opportunità anche nelle aziende dove non ci sono le RSU, Confindustria Venezia ha definito appositi accordi territoriali, l’uno con CGIL, CISL e UIL di Venezia e di Rovigo, l’altro con FEDERMANAGER di Venezia e di Rovigo che prevedono che i piani formativi siano inviati ad un apposito Comitato paritetico, istituito presso le rispettive sedi territoriali di Confindustria Venezia, che ne valuterà i contenuti, consentendo, in tal modo, anche a queste aziende l’applicazione dell’agevolazione fiscale.

L’azienda dovrà rilasciare al dipendente, al termine dell’attività formativa, un’apposita dichiarazione attestante l’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, con indicazione dell’ambito aziendale di applicazione delle conoscenze e competenze acquisite o consolidate dal dipendente a seguito di tali attività.

Per garantire il livello qualitativo dell’attività formativa questa, se erogata da soggetti esterni, dovrà essere commissionata a soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata, a università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate, a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37.

Giova infine sottolineare che con la circolare del 3 dicembre 2018 il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che il credito d’imposta risulta compatibile e cumulabile con i contributi ricevuti da un Fondo interprofessionale (come, ad esempio, Fondimpresa o Fondirigenti) laddove le due misure intervengano su costi ammissibili differenti (quindi, ad esempio, diventano pienamente cumulabili, nell’ambito delle spese di formazione 4.0, i contributi di Fondimpresa destinati esclusivamente a pagare la docenza e il credito d’imposta per le spese del personale coinvolto nella stessa attività formativa).

Per consentire alle aziende di beneficiare dell’agevolazione fiscale, ricordiamo che PUNTO CONFINDUSTRIA SRL è ente accreditato alla formazione in Regione Veneto e presso i maggiori fondi interprofessionali, pertanto ha i requisiti richiesti dal decreto per l’erogazione dell’attività formativa oggetto del bonus fiscale.

Per info: Elena Miotto – Tel.0425/202207, e.miotto@puntoconfindustria.it