Donne e lavoro

Molto si è parlato di partecipazione delle donne alla crescita del PIL. Certo l’Italia è uno dei paesi a più bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, anche se questo dato, come messo in luce dalle ultime analisi di Veneto Lavoro, deve essere messo in chiaro. Il part time e le altre forme di lavoro flessibile sono meno presenti in Italia quindi una lavoratrice full time italiana conta nelle statistiche due lavoratrici per esempio svedesi.

Certo la flessibilità e il part time sembrano cozzare contro mentalità e prassi consolidate che premiano la presenza sul luogo di lavoro e non la telepresenza…un bel libro di Simone de Beauvoir – “Quando tutte le donne del mondo” pubblicato in Italia nel 1982 - metteva in guardia le donne verso il pericolo di ghettizzazione dei lavori part time che con l'illusione di un'agevolazione le relegava a ruoli di subordine…

In un Paese come il nostro, tra sessismi, tagli lineari e crisi politica si è materializzata la Legge Golfo-Mosca che prevede le quote rosa nei Cda delle aziende quotate in borsa e nelle aziende pubbliche. Un inizio anche se tardivo? Una forzatura?

Ma dove sono le donne nel mondo del lavoro? Dappertutto? Silenziose?

Via i tabù di genere anche sulle scelte di studi, che spesso sono la prima silenziosa rivoluzione di una generazione. I dati Almalaurea parlano chiaro. Se negli anni passati la concentrazione di donne era presente soprattutto nelle facoltà umanistiche, ora la percentuale è notevolmente salita anche per gli studi economici, tecnici e scientifici.

Resta il nodo della maternità e la conciliazione dei tempi di vita, dove strutture e aiuti sociali riescono ad incidere anche sui comportamenti sociali. Accanto a nuove madri troveremo anche nuovi padri!

Ma sentiamo le donne…che ne pensate?